Profilo

A forza di levigare, travasare, rifilare e lisciare le parole, anche il pensiero mi si è fatto rarefatto. Da tempo non penso più per vasti sistemi, ma per assiomi fini e rifiniti, come orli accorciati con estrema dovizia dalla sarta di famiglia, che tende a stagliuzzare sempre qualche centimetro in più del dovuto. Ad un uomo io tolgo ad esempio cappotto, maglione, pantaloni, scarpe e pelle, cancello strato per strato la sua carne molle. Senza corpo e senza peso lo privo anche dell’ombra, e dell’uomo di partenza non resta che il presentimento di una figura che un attimo prima c’era, ma di cui poi si sono smarrite le tracce. È difficile afferrare qualcosa di cui ho perso i confini, è difficile fingere di averti davanti agli occhi e cercare di legarti mani e piedi, che più non hai, a fili di aquilone. Mi chiedo se bastino queste parole a trattenerti almeno nell’ambito del sospetto, ma temo di non saper fare nodi abbastanza stretti.

Le segui l’orlo del vestito
da lontano -non visto
ancora e ancora,
la sfogli di profilo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...