Letargo fuori stagione

Mentre la natura si risveglia, io progressivamente mi addormento. Le mie palpebre si abbassano di ora in ora, e non c’è caffè che possa arginare il danno della primavera. Tutto questo fiorire, questo splendere, questo verdeggiare sono un toccasana per il mio umore, lo ammetto, ma non lo sono per la mia attenzione. Il sole mi distrae irrimediabilmente: mi fa venir voglia di scorrazzare per i campi, e al contempo mi rilassa al punto da farmi desiderare unicamente di dormire. O di stare stesa sul prato ad ascoltare De Gregori ad oltranza e a lasciar camminare le formiche sopra di me.

Sembra che Madre Natura ed io ci siamo fumate la stessa canna, e gli effetti sono evidenti. Non sarei affatto stupita di vedermi spuntare margherite ai lobi delle orecchie, o di sentir cinguettare le rondini mentre si fanno il nido nel solco delle mie scapole. Sono proverbialmente, illimitatamente, assolutamente stanca. Non sapevo fosse così spossante far la primavera.

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