Edward mani di forbice

La mamma mi ha telefonato all’ alba, con la voce rotta dal pianto. Era novembre, e le sue lacrime si accordavano con la pioggia che come un leitmotiv ci accompagnava da giorni, forse da settimane. Le nuvole sono arrivate il giorno dei santi, e dopo un’iniziale e naturale indecisione il giorno successivo, quello dei morti, avevano già deciso di stabilirsi da noi fino a data da destinarsi. Il gregge si era accasato sulle nostre valli concave di commemorazioni, e dal pascolo di tanto in tanto arrivavano folate di vento. L’aria sapeva d’erba appena tagliata, quella del tuo giardino.

Tu sì che avevi il pollice verde. Gli amici del sole avevano ricoperto il cortile ghiaiato al n. 15 di via 2 agosto, e tu non hai mai fatto niente per impedirlo. I cespugli erano puntualmente potati a regola d’arte da un Edward mani di forbice che non usciva mai di casa senza il cappello, e che ogni giorno muoveva lenti passi dal giardino all’orto, sommandoli a quelli del giorno precedente, e sottraendoli a un conto che solo tu sapevi. Sei sempre stato bravo più di noi, a fare i calcoli a mente.

Fuori pioveva, mia madre piangeva e io sapevo già ciò che stava per dirmi. A km di distanza il cuore parla al cuore, e nonostante il suo fosse muto da tempo, avevo capito che mi sarei dovuta mettere subito in viaggio, e che alla fine di quel viaggio avrei visto per la prima volta mio nonno in ghingheri ma senza cappello.

Continuava a piovere e anch’io, ora, piangevo. La pioggia avrebbe senz’altro fatto bene ai fiori e pure all’insalata che lui, con lungimiranza, aveva piantato nell’orto. Ancora oggi lo immagino intento a potare siepi che forse ora sono diventate nubi, e a dirmi con la sua solita faccia buffa che erano giorni che lui usciva con l’ombrello.

Kim anziana: Lei non lo vide mai più, dopo quella notte.
Nipote di Kim: E tu, nonna, come lo sai?
Kim anziana: Perché io ero là.
Nipote di Kim: Potevi andare lassù, potresti ancora. Perché non vai?
Kim anziana: No, tesoro mio. Ora sono diventata vecchia, preferisco che lui mi ricordi com’ero una volta.
Nipote di Kim: Come fai a sapere che lui è ancora vivo?
Kim anziana: Non lo so, non ne sono sicura, ma io credo che lo sia. Vedi, prima che lui venisse in questa città la neve non era mai caduta, ma dopo il suo arrivo è caduta. Se ora lui non fosse lassù, non credo che nevicherebbe così. A volte può vedermi ancora ballare tra quei fiocchi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...