Pianissimo

Ti ho lasciato il fiato sul sorriso, e adesso respiro a stento su questo schieramento di fogli di carta  in attesa di ricevere da me ulteriori istruzioni. Spero che basti loro una parola pronunciata piano, perché ho cantato con te le note più alte della scala e la mia voce, di colpo retrocessa, ora non emette che qualche stonato e attonito vagito. Avevo promesso loro parole tonanti, ma per questa sera dovranno accontentarsi di un grido di battaglia in sordina. Non servirà ad incitarli, forse, ma renderà più lieve la notte a venire: oggi non è stato commesso alcun delitto, e il giorno non è trascorso invano.

L’aria entra e cade perfetta come un’ascia sui miei polmoni di legno ancora verde, che si dilatano e si distendono nonostante la minaccia incombente della lama.

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